[MATERALE MH1] MODEL ONE
Matrice composita a bassa densità: realizzata con una matrice polimerica tecnica avanzata a densità ridotta, questa configurazione rappresenta il vertice della gamma per agilità operativa e leggerezza controllata. L'architettura è calibrata per garantire un rapporto peso/prestazione estremo, riducendo lo stress meccanico senza alterare il bilanciamento dello strumento.
Risposta meccanica reattiva e controllata: la struttura del fusto è progettata per offrire una reattività elastica superiore e un ritorno dinamico costante. Questo comportamento asseconda con precisione ingegneristica ogni input e sfumatura del tocco, garantendo stabilità esecutiva in ogni contesto.
Smorzamento vibrazionale superiore: grazie alle proprietà intrinseche della matrice strutturale e alla geometria del fusto cavo , questa variante assicura una dissipazione delle vibrazioni parassite nettamente superiore rispetto ai materiali tradizionali, mantenendo una stabilità dimensionale eccezionale.
Feeling fluido e naturale: Il perfetto equilibrio tra reattività elastica e comfort operativo crea un feeling all'impatto estremamente fluido, ideale per il performer che ricerca la massima sensibilità dinamica e una proiezione sonora sempre equilibrata e gestibile.
Le denominazioni MH1, MH2 e MH3 costituiscono codifiche tecniche interne assegnate da MHADLY / Blue Series S.r.l. Unipersonale a specifiche famiglie di materiali tecnici utilizzati nella produzione delle Tech Sticks. Le sigle non identificano materiali proprietari né denominazioni commerciali ufficiali dei produttori, ma rappresentano esclusivamente una classificazione interna adottata per finalità tecniche, produttive e di tracciabilità.
Livello di rilascio materiale di tipo contenuto

*I valori indicati nella scala di riferimento da 0 a 7 sono stati definiti sulla base di prove interne condotte su pelle bianca sabbiata, utilizzata come superficie di riferimento per la valutazione del trasferimento di residuo nero. La classificazione è determinata in funzione della percezione visiva del rilascio durante l’impatto, rilevata dal tecnico interno incaricato dell’esecuzione dei test. Tale valutazione non deriva da condizioni di prova completamente controllate o ripetibili in senso assoluto, ma da osservazioni effettuate in fase di test reale, e deve essere interpretata come indicatore comparativo tra i materiali e non come valore oggettivo o universalmente misurabile.